Gualtiero Marchesi, The Great Italian, il film

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La genialità di un uomo che ha saputo elevare la cucina italiana a cultura, che ne ha rivoluzionato il metodo e ha posto le basi per l’immaginario alimentare di domani.

Gualtiero Marchesi non è stato solo un grande italiano, come enuncia il titolo del film a lui dedicato, è stato un libero pensatore e un artista e far conoscere la sua storia alle giovani generazioni di tutto il mondo è l’intento che il film vuole raggiungere, perché Marchesi non è solo un’icona dei nostri tempi e un vanto per il nostro Paese ma un esempio di apertura mentale, profondità di pensiero e visione illuminata sul modo.

Il film ripercorre, in 80 minuti, la vita di Gualtiero Marchesi ma non è una sequenza di avvenimenti o un elogio dei successi raggiunti. Il regista Maurizio Cigola ha saputo cogliere con eleganza e sensibilità il significato dei momenti salienti della vita del grande Maestro, il suo amore per la musica, fil rouge della sua esistenza e della sua vita privata, per la pittura e per l’arte tutta, alimentato dalla frequentazione con i più interessanti esponenti del ventesimo secolo in una Milano in fermento creativo; sottolineando i tratti della sua personalità, complessa e aperta al tempo stesso: grande artista, maestro generoso e, soprattutto uomo libero. È proprio questo suo amore per la libertà che il genero Enrico Dandolo ha ribadito con forza; l’apertura mentale, la generosità e voglia di comunicare che hanno ricordato i suoi tanti allievi. Libertà e generosità che si fondono nel suo saper insegnare a generazioni di cuochi l’arte della cucina e al tempo stesso il coraggio di scegliere la propria strada. Questo, nel film, hanno voluto esprimere coloro che nella cucina di Gualtiero Marchesi si sono formati e da quei fornelli hanno spiccato il volo per intraprendere il proprio percorso. Nel film ci sono tanti protagonisti, il Maestro è solo uno di loro, e tutti recitano un ruolo di collegamento: da Pietro Leeman a Enrico Crippa, da Carlo Cracco a Daniel Canzian, Andrea Berton, Ernst Knam, Pietro Lopriore, Alfio Ghezzi, Simone Cantafio e Davide Oldani. Accanto alle loro testimonianze, alla loro gratitudine, i protagonisti della ricerca che Gualtiero Marchesi ha condotto nella sua vita e che l’hanno ispirato, come i grandi cuochi francesi Alain Ducasse e i fratelli Troisgros, Marc Haeberlin e Yannick Alleno; gli amici di tutta la vita, nomi che sono pietre miliari del mondo della ristorazione: Pinchiorri, Cipriani, Petrini, Santini, Medagliani; senza dimenticare il ruolo degli imprenditori italiani che hanno creduto nel progetto e offerto il loro supporto – illycaffè, Ferrari Trento, Parmigiano Reggiano, San Pellegrino – perché Gualtiero Marchesi, ha ricordato Matteo Lunelli, ha sempre sostenuto i produttori e un tributo alla sua opera è dovuto.
Gualtiero Marchesi, The Great Italian è certamente il punto di partenza ideale per riaffermare l’opera del Maestro, così come la Fondazione a lui dedicata intende fare, offrendo terreno di studio, di recupero di un’idea condivisa. Questo viaggio evocativo tra i luoghi a lui cari e tra i piatti simbolo della sua grandezza culturale e culinaria sottolinea l’essenza del suo pensiero, riassunto mirabilmente nell’espressione “insieme armonico” che è anche il nome del piatto commemorativo che celebra la giornata mondiale delle cucine italiane e il 19 marzo, giorno della sua nascita.
Ma, soprattutto, il film è un momento prezioso per rivedere il suo sguardo intelligente e riascoltare la voce della sua serenità. Un ricordo che non può essere rimpianto ma speranza e progetto, ispirazione per tanti e orgoglio per tutti.

Marina Caccialanza

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