Il Refettorio ideato da Massimo Bottura non finirà con l’Expo

Cosa abbiamo in mente con sala&cucina
17 febbraio 2016
Agricoltura: trend positivo per un comparto sempre più strategico
19 febbraio 2016
image_pdfimage_print

Alcune città italiane e poi il resto del mondo, saranno le prossime sedi del nuovo progetto Food for Soul sull’idea del Refettorio Ambrosiano che tanto successo ha avuto a Milano durante l’Expo, quando le derrate che rimanevano al termine della giornata, stimate in oltre quindici tonnellate, venivano recapitate alla cucina del Refettorio di Milano, per essere cucinate dagli chef più importanti al mondo, chiamati da Massimo Bottura, per sfamare quotidianamente oltre cento persone indigenti. Tutto ciò potrà continuare. Pronta Food for Soul, un’associazione no-profit creata da Massimo Bottura con l’idea di promuovere progetti di sensibilità sociale, collaborando con artisti, designer, chef e organizzazioni. La prima tappa a Bologna presso l’Antoniano, dove in aprile aprirà una mensa anche la sera, grazie all’impegno dei cuochi e dei produttori di Chef to Chef, l’associazione di cui Bottura è vicepresidente che raccoglie cuochi e ristoratori dell’Emilia-Romagna promuovendo l’evoluzione della gastronomia regionale e la sua affermazione a livello nazionale ed internazionale.
“Il progetto del Refettorio – sottolinea Massimo Bottura, chef patron della Francescana di Modena – è culturale: vuole rendere visibile l’invisibile e trasmettere emozioni con prodotti da scartare, combattendo lo spreco”.

bottura3 crediti paolo terzi

Oltre ai 65 chef stellati internazionali, anche Chef to Chef, ha messo le proprie competenze a disposizione del progetto e dopo Milano e Bologna, toccherà a Modena dove ci sono già accordi con la Caritas locale, da qui proseguirà per Rio de Janeiro dove verrà aperto un refettorio nelle favelas il 4 agosto. Il lancio della neonata associazione Food for Soul, è avvenuto presso Auto Grifone a Modena, dove chef e produttori hanno fatto sentire la loro vicinanza al progetto cucinando e facendo assaggiare le rispettive specialità. Il sontuoso gnocco fritto con farina integrale de La Lanterna di Diogene (Bomporto-Mo), preparato da Giovanni Cuocci e dai ragazzi con disabilità della comunità, impegnati tutti insieme nell’orto, nell’acetaia, nella preparazione dei salumi casalinghi; i deliziosi frittini della Mario Neri Catering (Modena); la mortadella, il prosciutto, il salame, della Villani Salumi (Castelnuovo Rangone-Mo); i Borlenghi del ristorante Laghetto dei ciliegi (Vignola-Mo); la zuppa di vongole e fagioli del ristorante La Buca di Stefano Bartolini (Cesenatico); i passatelli romagnoli in brodo di verza e semi di zucca del ristorante Le Giare, chef Gianluca Gorini (Montenovo di Montiano); i maccheroni al pettine con ragù di salsiccia gialla, del ristorante I Laghi, chef Paolo Reggiani (Campogalliano Mo); il Tacos nostrano, del ristorante Al Cambio, chef Max Poggi (Bologna); l’Emilia Burger di Massimo Bottura, Franceschetta58 (Modena); la Torta Barozzi della Pasticceria Gollini (Vignola-Mo); il Brut de Noir Rosè e il Moden Blanc Brut della Cleto Chiarli; l’Enoteca del Taglio (Modena); la Scuola Alberghiera di Serramazzoni (Mo); Chef to Chef Emilia Romagna Cuochi; Giblor’s; San Pellegrino.

Luca Bonacini
bonaciniluca@gmail.com

Foto di Paolo Terzi

image_pdfimage_print