MAM, onore ai Maestri dell’artigianato

UniCredit e Kimbo, partnership per il “fuori casa”
9 giugno 2016
Il quarto numero di sala&cucina è online
9 giugno 2016
image_pdfimage_print

Un tributo al saper fare, un riconoscimento agli artefici di tutto ciò che di bello l’Italia offre quando è fatto con le proprie mani, con amore e passione, col grande talento degli artisti dell’artigianato.
MAM, Maestro d’Arte e Mestiere, assegnato a 75 grandi Maestri italiani riconosciuti come eccellenti nelle tante categorie che li contraddistinguono – dalla ceramica alla gioielleria al legno e arredo, dai metalli alla meccanica al mosaico, dalla pelletteria alla stampa d’arte al restauro, dai mestieri del teatro al tessile, fino all’enogastronomia – era atteso da tempo.
Perché il titolo di Maestro non può essere attribuito a chiunque: “Maestro è colui che al sapere unisce la capacità di trasmettere la conoscenza – ha affermato nel corso della premiazione Franco Cologni, Presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, promotrice dell’evento – e il valore sociale dei Maestri, ambasciatori del bello, è molto importante. Il MAM non è un titolo accademico ma un riconoscimento che deriva da queste qualità”.
I primi 75 Maestri, riuniti simbolicamente in un Libro d’Oro, sono stati scelti da una speciale Commissione composta da esperti dei diversi settori del mondo della cultura, dell’arte e della comunicazione, che si sono espressi sulla base dell’articolato dossier di presentazione messo a punto dalla Fondazione Cologni. Per l’enogastronomia la Fondazione Cologni ha avuto il sostegno e la collaborazione di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, i cui esperti hanno espresso i 13 MAM per l’enogastronomia a Paolo Basso, per la sommellerie; Claudio Corallo, per il cioccolato; Dom Costa, per bar e miscelazione; Sergio Dondoli, per la gelateria; Aldo Iacomoni, per la norcineria; Ezio Marinato, per l’arte bianca; Michele Martini, per la macelleria; Diego Masciaga, per l’ospitalità; Iginio Massari, per la pasticceria; Giulio Signorelli, per i formaggi; Gino Sorbillo, per la pizzeria; Alessandro Tomberli, per la sala; e per la cucina il Maestro indiscusso Gualtiero Marchesi. A loro il merito di aver saputo comunicare attraverso il loro mestiere e il loro lavoro i valori della cultura gastronomica italiana, riconosciuta in tutto il mondo: “Nella costante opera di trasmissione di questi valori – ha dichiarato Enzo Malanca, Presidente di ALMA, dalle pagine del Libro d’Oro – la figura dei Maestri è fondamentale: nei loro gesti sapienti racchiudono la ricchezza di ieri e di domani, la storia e il futuro del nostro patrimonio culturale”.
Ai Maestri, oltre all’onore, un riconoscimento tangibile, un oggetto d’arte realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, una fusione che rappresenta nella figura femminile l’allegoria di creatività e talento, armonia e ricerca.

Marina Caccialanza
marina.caccialanza@gmail.com

La foto è stata presa in prestito dal sito www.scrivonapoli.it che ringraziamo

 

 

image_pdfimage_print