Storia di fabbricanti di maccheroni

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Girando per l’Italia, ma non solo, nei migliori ristoranti e nelle botteghe gourmand l’occhio cade su un nome (nei menu) e su un colore (il blu delle confezioni) quando si incontra la pasta; un segno inequivocabile che lì c’è del buono. Chi meglio di un cuoco e di un gastronomo possono convalidare i criteri di qualità che ogni azienda inevitabilmente cerca di mettere in evidenza?
Al Pastificio Gentile questo lo sanno bene e, infatti, con la qualità non scherzano. Le loro eleganti confezioni blu contengono anni di esperienza, mani che la semola sanno riconoscerla e lavorarla, passione che non può prescindere da chi sceglie il mestiere di pastaio.

(c) 2015 Luciano Furia #pastificiogentile www.lucianofuria.com

(c) 2015 Luciano Furia #pastificiogentile www.lucianofuria.com

Il loro spaghettone è ormai diventato un must dell’alta e, più in generale, della buona ristorazione: l’ultimo assaggiato in ordine di tempo è quello ricettato da Silver Succi, chef del Quartopiano di Rimini, che lo propone al verde di broccolo, seppia, pomodori appassiti e pasta di sesamo.
L’ode allo spaghettone non si può comunque capire fino in fondo se non si passa per Gragnano, dove la famiglia Zampino risiede e produce pasta dal 1876; non a caso si definiscono, con orgoglio, fabbricanti di maccheroni. Da poche settimane il pastificio si è trasferito, dal centro cittadino alla immaginifica Valle dei Mulini, riattando un antico mulino del 1650 e introducendo in quelle stanze cariche di storia e di emozione la loro tecnica produttiva, l’esperienza e l’autentica passione per la pasta di qualità che li contraddistingue.

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Entrare nella Valle dei Mulini, a poche centinaia di metri dall’abitato di Gragnano è come tornare davvero indietro nel tempo, quando silenzio, vento e acqua fornivano una parte importante di materia prima per le paste messe ad asciugare al sole.
Ovviamente non è più così da almeno un secolo, da quando cioè il “Metodo Cirillo” riuscì nell’intento di realizzare una tecnica di essicazione in grado di ricreare le stesse condizioni climatiche e ambientali offerte dal sole e dal vento, ma all’interno di ambienti chiusi. Era il 1919. Da allora, e a maggior ragione negli spazi del seicentesco mulino, il Pastificio Gentile mantiene in vita quel metodo artigianale.
Lo racconta bene l’intrigante volume che Alberto Zampino ha voluto realizzare (in una corsa contro il tempo per averlo come strenna per gli amici del pastificio) in occasione dell’inaugurazione del nuovo pastificio.

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Storia di fabbricanti di maccheroni, questo il titolo edito da Alessandro Polidoro Editore, è un “bigino” in grande formato della storia del Pastificio Gentile: ricco di parole che escono dal cuore come quelle che scrive la signora Maria, mamma di Alberto e Pasquale Zampino, nell’introduzione: “È stato il forte desiderio dei miei figli, Alberto e Pasquale, a farmi intraprendere questo emozionante viaggio gastronomico attraverso le ricette più belle della tradizione culinaria napoletana”.

(c) 2016 Luciano Furia www.lucianofuria.com

(c) 2016 Luciano Furia www.lucianofuria.com

Un libro che è anche un capolavoro di estetica gastronomica, grazie alle foto di Luciano Furia, un fotografo che la Campania terra del cibo la conosce molto bene.
Da leggere e poi mettersi in viaggio verso la Valle dei Mulini.

Luigi Franchi

 

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