Young Chef ‘s Hotel Challenge: da Dubai all’Italia

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Alex Mobsby, Hoang Thi Nghien, Ishfaaq Carrim, Kamruz Zaman, Chaminda Roshan, Mary Rose Perez sono sei giovani cuochi, di età inferiore ai 30 anni, che rappresentano una bella fetta di mondo (Inghilterra, Vietnam, Mauritius, Bangladesh, Sry Lanka e Filippine) nell’ormai multietnica Dubai. Qui hanno scelto di misurarsi con l’alta ristorazione dei lussuosissimi hotel e di arricchirsi delle diverse culture che si contaminano fra loro, come dicono Alex Mobsby (Inghilterra) e anche Hoang Thi Nghien (Vietnam).


Alcuni di loro sono grati dell’opportunità che qui gli è concessa di imparare lavorando: “Nelle Filippine questo non sarebbe mai stato possibile” sostiene Marie Rose Perez, attualmente impegnata nel comparto Pastry Kitchen, così come Kamruz Zaman racconta orgoglioso di avere iniziato come lavapiatti e di come, poco a poco, si sia incamminato verso il percorso di sous-chef.
Con il loro talento assommato questi sei giovani cuochi sono giunti alla finale del concorso Young Chef ‘s Hotel Challenge – ideato a settembre scorso da IRC (Italian Restaurant Consulting) in collaborazione con Electrolux Professional – rappresentando, in due team, l’Hotel Grosvenor House e l’hotel Le Meridien Dubai Airport per cui lavorano, in una competizione fra dieci dei migliori hotel degli Emirati Arabi.
Quale gioia più grande, per loro, essere ospitati in Italia, presso la sede di Electrolux Professional, in occasione della sfida conclusiva! Il Belpaese, i suoi prodotti, la sua cucina rappresentano il faro che a Dubai è tenuto in grande considerazione.


“Il sogno della mia vita era venire in Italia. Non so come ringraziarvi di questo”  ripete emozionato Chaminda Roshan (Sry Lanka), mentre Alex Mobsby (Inghilterra) esprime la soddisfazione di poter essere nella terra di origine di prodotti, come le olive taggiasche, che normalmente utilizza nella sua cucina a Dubai.
Sei volti del mondo suddivisi in due squadre, animano una cucina attrezzata delle migliori tecnologie di Electrolux Professional. Brillano i loro occhi nel ritrovare un tale concentrato, mentre mettono a fuoco i singoli pezzi: sanno bene che anche il corretto utilizzo delle attrezzature concorrerà alla valutazione della loro performance. Un altro elemento di criticità sarà la non conoscenza degli ingredienti fino all’inizio della gara, quando i concorrenti avranno tre minuti di tempo per approvvigionarsi, presso un’area adibita a bottega, per preparare un pranzo completo. Non ultimo conterà lo spirito di squadra, la capacità di lavorare insieme.
Parte il tempo, i ragazzi iniziano a fare la loro spesa, osservando guardinghi certi ingredienti e riconoscendone bene altri. Superato l’impatto iniziale procedono spediti a riempire le loro cassettine. Scade il tempo e ancora continuerebbero ad approvvigionarsi. Iniziano a preparare i loro piatti, c’è una bella sintonia fra loro e soprattutto hanno la capacità di mantenere la calma, non si fanno sopraffare dalla tensione. Sono immaginabili i ritmi e le condizioni di stress nelle rispettive dimensioni lavorative.


Una giura qualificata (Alessandro Breda, Enzo De Pra, Mauro Lorenzon, Marco Colognese e l’Electrolux Resident Chef) li osserva scrupolosamente, assaggia i piatti e per pochissimi punti aggiudica il primo posto al team di Le Meridien Dubai Airport. Per loro l’opportunità di vivere un’esperienza formativa con i fratelli Cerea (Da Vittorio***). Per l’altro team una full immersion con Emanuele Scarello (Ristorante agli amici**).
La felicità di questi ragazzi sta tutta qui: l’essere finalmente in Italia e poter fare tesoro di tutto ciò che vivranno e vedranno nei giorni a venire. Un sogno, il loro sogno, è diventato tangibile realtà. È questa l’emozione che surclassa persino il risultato del concorso e di fatto rappresenta il regalo vero, pensato con intelligenza per tutti quanti loro!

Simona Vitali

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