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Per capire quanto valgano certi risultati sarebbe sempre buona prassi raccogliere informazioni sul percorso compiuto per arrivarci. La comprensione non passa che attraverso la conoscenza. Non hanno ancora inventato scorciatoie. E’ ciò che mi sono detta nell’ascoltare una storia, perpetrata per ben nove anni, di assoluta determinazione nel voler far accedere il cioccolato di Modica – di inarrivabile sapore per dirla con Leonardo Sciascia – sotto l’ala protettiva della certificazione IGP. Operazione mai avvenuta per nessun altro cioccolato, semplicemente perché questo non risultava fra i prodotti ammessi a questo tipo di certificazione.


Era il 15 ottobre quando ho incontrato Antonino Scivoletto, direttore del Consorzio di tutela del cioccolato di Modica, fase in cui l’iter, nonostante il brillante superamento di tutti gli step, non si poteva dire concluso.
Si era in attesa del passaggio finale: la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, che sancisse l’effettiva registrazione fra i prodotti IGP.
“Quando, nel marzo del 2010, ho assunto la direzione del Consorzio -racconta Scivoletto – è emerso che la Commissione Europea aveva già bruciato la richiesta IGP nel 2009 perché mancava il presupposto storico, la certezza del legame del territorio con il prodotto e, in più, il regolamento comunitario non prevedeva il cioccolato fra i prodotti ammessi. Quindi, sotto la guida della professoressa Grazia Dormiente, antropologa, abbiamo iniziato una ricerca archivistica, perché era necessario che si riuscisse a dimostrare un legame tra il territorio e il prodotto sulla base di una documentazione certa.


Prendendo a parametro le famiglie aristocratiche del ‘700, ci siamo concentrati sui registri di casa. La cosa sorprendente è stato lo scoprire, nelle carte d’archivio del ramo genovese del nobile casato Grimaldi – insediatosi a Modica nel XVI secolo – che qui già nel 1746 figurava la presenza dei ‘cicolateri’, maestri cioccolatieri che manipolavano aromatiche cotte di cacao. Da questa ricerca è nato il nostro piccolo museo, che racconta la storia di questo cioccolato, l’uso e il consumo che ne facevano prima le famiglie aristocratiche poi le borghesi, fino ad essere alla portata di tutti.


L’altro nostro impegno è stato di fare un’operazione di lobbying straordinaria a Bruxelles, dove ci siamo recati più volte, per riuscire a fare modificare il documento sulla qualità. Allora aveva la denominazione 510 del ’96 poi assunse la nuova denominazione 1152 del 2012 con l’inserimento del termine. E’ stata una grande emozione quando a Strasburgo, nella Plenaria, il presidente ha dato lettura della modifica e ha salutato la nostra delegazione presente”.
“Una vera rivoluzione!” esclamo, cogliendo il valore di una simile conquista. “Proprio così, questo passaggio in effetti è di notevole portata: apre la strada per l’IGP al cioccolato”. Da quel momento, era  il 2012, abbiamo dovuto aspettare che il nostro ministero italiano recepisse la norma finché nel 2014, per poter attivare la procedura per l’iscrizione al registro IGP, abbiamo presentato un corposissimo dossier di 570 pagine. La sua composizione era data da: una relazione storica, una relazione tecnica, una relazione socio economica e poi un corredo bibliografico ed emeroterico che documentassero la notorietà del prodotto.


Nello specifico, dovendo dimostrare che questo cioccolato si chiamasse da almeno trent’anni cioccolato di Modica, siamo riusciti a portare una documentazione archivistica di altissimo profilo, fra cui un trattato su un particolare dolce di derivazione spagnola: la mpanatigghia, dolce tipico di Modica, unico nel suo genere, fatto con carne di vitello e cioccolato di Modica. In questa pubblicazione del 1953 la professoressa Carmelina Naselli (docente presso l’Università di Catania), parlando di mpanatigghia citava l’ingrediente “cioccolato di Modica”.

Il Maestro Cioccolatiere Carmelo Di Lorenzo della pasticceria Di Lorenzo

Questo ha aperto una speranza mia e dei produttori di poter ottenere il riconoscimento. Un altro contributo tenuto in conto dalla Commissione è stata una memorabile descrizione del cioccolato a opera di un importante scrittore tedesco, Hanns-Josef Ortheil, che nel 2013 si è preso un anno sabbatico, ha girato l’intera Sicilia e ha realizzato un libro, in cui descrive l’emozionante sensazione che regala il degustare questo prodotto. Abbiamo indicato questo passaggio come una delle citazioni più significative, la commissione l’ha accolta e oggi è nel documento storico del cioccolato di Modica.


È arrivato poi il momento delle interlocuzioni con le autorità preposte a livello regionale, poi ministeriale e infine alla Commissione Europea: mi preme sottolineare che in tutti i passaggi è stato possibile avanzare legittimamente opposizioni, dal momento che ci sono sempre state aziende che non hanno condiviso il percorso di tutela attraverso il sistema IGP.
Ci tengo a precisare che quando mi sono insediato, nel 2010, le aziende che producevano il cioccolato a Modica erano 16, oggi sono 47. Allora le barrette prodotte erano nell’ordine di 300/400.000 all’anno, oggi siamo nell’ordine di 12.000.000 di barrette all’anno, per un volume di affari che si aggira intorno ai 20 milioni di euro. E ancora c’è chi tenta di delegittimare questo consorzio.


In ogni modo in occasione della riunione di pubblico accertamento per approvare il disciplinare di produzione, in presenza del direttore del Ministero, sono stati convocati tutti i produttori, del Consorzio e non. Sono anche emerse delle osservazioni che non hanno costituito motivo di ostacolo.
Il dirigente del ministero ha chiuso l’assemblea con l’abituale frase “c’è qualcuno che ha da fare altre osservazioni? Altrimenti il disciplinare si intende approvato”. E così è stato, nessuno ha fatto opposizione.
Dopo questa fase il disciplinare è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sono stati assegnati 30 giorni di tempo per eventuali osservazioni. Nessuna osservazione allo scadere del tempo. A questo punto il disciplinare è passato alla Commissione Europea, la quale lo ha pubblicato il 7 maggio u.s. Questa volta devono trascorrere 90 giorni, perché le osservazioni a questo punto riguardano non più il sistema Italia ma l’Europa e possono essere sollevate tanto dal sistema Paese quanto dal singolo imprenditore. Arriva il 7 agosto senza complicazioni: da quel momento nei successivi 90/120 giorni si va in pubblicazione”.
Passaggi emozionanti anche solo a sentirli raccontare, una scalata complessa, certamente animata da una forte determinazione e non meno fiducia.


“ Siamo al 15 ottobre – osserva Scivoletto – abbiamo chiuso un percorso esaltante, quello che sta arrivando è patrimonio collettivo, a beneficio di tutti. Qui non parliamo di nulla di privato ma di un’indicazione geografica che sta per Cioccolato di Modica. Ora ci tengo a precisare che questa operazione l’ho potuta condurre perché sono stato assolutamente discreto. Ho costruito rapporti istituzionali importanti e ora che inizieranno a venire a farci visita il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il delegato del Commissario Europeo Phil Hogan, il primo Vice-presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, Il parlamentare commissario all’agricoltura La Via, il direttore generale di Qualivita, il direttore generale di CSQA, si penserà che vengano in conseguenza dell’ottenuto IGP. No!
Queste sono le persone che, in modo veramente egregio, ci hanno accompagnato in questo difficile percorso. La politica invece è stata lasciata volutamente in disparte.
E mentre abbiamo fatto tutto questo ci siamo preoccupati anche di presentare questo prodotto nel mondo.
Abbiamo pensato, come già ho anticipato poc’anzi, che dopo la ricerca archivistica la città di Modica dovesse avere un museo.


Inoltre abbiamo preso a realizzare incarti speciali per le barrette di cioccolato, per cui per tutto quello che è avvenuto di importante e che ha interessato il nostro territorio, in ogni parte del mondo, in ogni campo del sociale e della cultura c’è un incarto dedicato.
Il 20 settembre, per esempio, l’Ambasciata del Belize ha organizzato una cena a Roma per 200 disagiati e a servire la cena ha chiamato gli ambasciatori. A tutti quanti, ambasciatori  e ospiti, è stato fatto dono della barretta dedicata. Sono 393 gli incarti realizzati fino ad ora e 50.000 le barrette che sono andate agli addetti ai lavori”.
A questo punto squilla il cellulare di Scivoletto “Signor direttore –  esclama radioso – oh ti ringrazio Iddio!”
Depone il telefono, visibilmente commosso, e si rivolge a me. “ Era il dirigente del Ministero, l’amico Luigi Polizzi”. Mi ha comunicato che il cioccolato di Modica è finalmente IGP! È stata fatta proprio ora la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Lei è l’unica testimone di questo momento importantissimo!”.


“Direttore – mi sento in dovere di dirgli – abbiamo parlato a lungo, ora le lascio godere questa notizia, come è giusto che sia”. “Io ho già digerito l’emozione – precisa il direttore – ora devo essere operativo. Voglio informare mia moglie e la professoressa Grazia Dormiente, le due donne che mi hanno sostenuto, e poi il presidente del Consorzio Salvo Peluso, il sindaco di Modica Ignazio Abbate, tutti i produttori e ringraziare il presidente del Parlamento Europeo, per il sistema Europa che ha funzionato perfettamente. L’aspetto a Chocomodica a dicembre, si ricordi che lei è l’unica testimone di questo momento. Per questo non può mancare”. E sono qui!

Simona Vitali


 

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