Carlo Petrini: Slow Food è un movimento che ha saputo evolversi

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“Slow Food è un movimento che nel tempo ha saputo evolversi” inizia dall’invito a una presa di coscienza l’intervento di Carlin Petrini al IX Congresso nazionale di Slow Food, per infondere coraggio circa un ulteriore cambiamento che l’associazione si sta predisponendo ad affrontare.
A fronte di un contesto globale radicalmente cambiato non si è potuto che pensare a “un vestito nuovo che potesse stare bene al mondo intero. Questo cambiamento è una liberazione per il movimento. Le nostre comunità saranno improntate sulla libertà di operare”, rincara convinto Petrini.
E, come è nella sua natura, introduce due sfide: la prima, quella dell’Università diffusa, per mettere a disposizione tutte le conoscenze sul cibo (in un dialogo fra sapere tradizionale e accademico) “attraverso le nuove tecniche telematiche, perché le lezioni possano arrivare nei villaggi e nelle case di molti soggetti del mondo, anche grazie al sistema di traduzioni che nel giro di pochi anni sarà perfetto. Queste lezioni saranno a disposizione di un pubblico diffuso (non di chi ha età da università ma di chiunque abbia interesse ad approfondire) e dovranno comunque interagire con strutture fisiche che sul territorio portino avanti le buone pratiche, le buone idee e che siano depositarie di sapere che molte volte l’accademia non ha”.
La seconda, più che una sfida, è un appello che Petrini lancia con molta chiarezza “Non possiamo ridurre le opportunità del nostro Paese alle bellezze turistiche e gastronomiche, dobbiamo piuttosto iniziare una grande battaglia per rigenerare i nostri borghi, non attraverso la promozione dei luoghi o la vendita dei prodotti, ma a partire dalla socialità. Questa è la fame di cui abbiamo bisogno!”
Intanto in seno a Slow Food è già iniziato un percorso di apertura e inclusione, come svela l’afflusso al congresso di diverse organizzazioni e associazioni si sono espresse in una forte comunanza di intenti nel costruire un percorso su temi comuni. Su tutti colpisce l’impegno condiviso con Action Aid per conquistare uno spazio dove i cittadini possano nuovamente intervenire e partecipare (attivismo civico).  “L’intento comune – spiega il direttore generale di Action Aid, Marco De Ponte – è far sì che l’attivismo civico venga riconosciuto come risorsa e non come ciliegina sulla torta, nella migliore delle ipotesi, o come elemento di disturbo nella peggiore”.
Il congresso, che si è svolto a Montecatini Terme nei giorni scorsi, ha visto l’elezione di una guida collettiva per Slow Food Italia con un Comitato Esecutivo, che guiderà l’associazione fino al 2020, composto da: Massimo Bernacchini, Giorgia Canali, Antonio Cherchi, Silvia De Paulis, Giuseppe Orefice, Gaia Salvatori, Francesco Sottile.

foto di Daniele Lenzi

Intanto Torino, come di consueto, si sta preparando ad accogliere – dal 20 al 24 settembre – l’attesissima dodicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto 2018, che quest’anno si presenterà in una nuova formula.
Food for Change, cioè cibo per il cambiamento, sarà il tema della manifestazione, che indica nel cibo il più potente strumento per avviare una rivoluzione lenta, pacifica e globale.

Simona Vitali

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