I ristoranti del Buon Ricordo: collezionisti di emozioni

The Vegetarian Chance: il festival di Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi
8 maggio 2018
Bologna. I Portici Hotel inaugura la pizzeria sulla terrazza
8 maggio 2018
image_pdfimage_print

L’atmosfera era quella che si respira quando una comunità, in cui si sta bene, si ritrova. Siamo nella bassa Parmense, a ridosso di quel Grande Fiume che ha ispirato grande letteratura – Giovanni Guareschi, Mario Soldati, Ermanno Rea, Riccardo Bacchelli, solo per citarne alcuni – e grande cucina. Qui, nella trecentesca Corte Pallavicina, si stanno festeggiando i 50 anni di presenza del Cavallino Bianco, il ristorante della famiglia Spigaroli, nell’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo e sono arrivati da tutt’Italia gli amici di Luciano e Massimo Spigaroli per rendere omaggio a questo compleanno: cinquanta ristoratori e ognuno di loro si è portato appresso un produttore.
“È il nostro modo di far vedere l’Italia, quella unita nella valorizzazione del bello e del buono. – commenta Luciano Spigaroli – Quando dico nostro, intendo lo stile che da sempre contraddistingue i ristoratori del Buon Ricordo, i primi in assoluto a credere nel turismo gastronomico quando non era ancora nemmeno una formula”.
In effetti era il 1964 quando Dino Villani fonda l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, la sua seconda grande intuizione dopo quella di Miss Italia, e da allora l’associazione è cresciuta fino al centinaio di insegne gastronomiche in Italia e all’estero: non più di 150 potranno essere i soci, recita uno statuto rigoroso nei principi ispiratori.

Nuovi ruoli per crescere
In occasione della festa parmense si è svolta anche l’assemblea annuale dell’associazione che ha provveduto al rinnovo delle cariche e alla definizione di nuove strategie promozionali.
A guidare il Buon Ricordo è stato chiamato Cesare Carbone, quarta generazione del Ristorante La Manuelina di Recco (GE), che si avvarrà della collaborazione del nuovo consiglio direttivo e del segretario dell’associazione, Luciano Spigaroli, per l’appunto.
Con loro due affrontiamo questa breve intervista sugli obiettivi presenti e futuri dell’associazione.
“Con questo mandato inizia un nuovo corso dei ristoranti del Buon Ricordo. – ha esordito Cesare Carbone – L’idea geniale che ebbe Dino Villani, sulla quale si è costruita coesione, curiosità e business, ha bisogno di essere rilanciata in maniera forte, adeguandola al sentire e all’agire contemporaneo. In assemblea, tra i soci, è venuta fuori questa volontà di esserci, di gridare forte, ma con quello stile di unità che è nostro da oltre 50 anni. Nessuno stravolgimento nei nostri programmi, bensì una maggior coesione, un rinnovato senso di appartenenza e, soprattutto, il bisogno, che si avverte da più parti di essere davvero gli ambasciatori dei territori italiani”.
In che modo?
“Per anni i nostri ristoratori hanno resistito a tutto: alle mode passeggere, alla crisi economica, al tentativo di ridurre la tradizione della cucina italiana a mero ricordo. – precisa Luciano Spigaroli – Lo hanno fatto difendendo la tradizione della cucina e dell’ospitalità italiana, adeguandola al cambiamento sociale e culturale. Ora che si torna a parlare di tradizione, noi siamo ancora qui: pronti a mettere in campo la nostra esperienza, a svolgere quella missione che ha fatto dire, per anni, a migliaia e migliaia di persone che hanno frequentato i nostri ristoranti: sono stato bene ne avrò un buon ricordo. Ma lo faremo con formule nuove”.
Il piatto è il simbolo della vostra associazione e ha generato schiere di collezionisti: resterà tale?
“Il piatto non cambierà come simbolo, ma diventerà ancor di più l’espressione dei nostri ristoranti. Nella loro interezza di proposta però. – prosegue Luciano Spigaroli – Il collezionismo ha rappresentato una straordinaria opportunità per tutti noi, al punto che è nata un’associazione da ormai quarant’anni di collezionisti. Oggi la nostra idea è quella di trasformare questo movimento ed estenderlo: non più e non solo collezionisti di piatti, bensì collezionisti di emozioni. Quelle che ogni nostra cucina e il suo territorio sanno esprimere”.


Questo è l’anno del cibo italiano: avete in programma iniziative per celebrarlo nei vostri locali?
“Il nuovo consiglio si è appena insediato, con la presenza di Vincenzo Barbieri, Carlo Bianconi, giorgio Borin, Sergio Carboni, Domenico De Gregorio, Genuino Del Duca, Giovanna Guidetti, Franco Marini, Massimiliano Masuelli e le iniziative sono al vaglio. – afferma Cesare Carbone – Due cose siamo certi di voler fare. La prima è trasmettere la consapevolezza del valore che ha la ristorazione in Italia. Quattro ristoranti su cinque del Buon Ricordo sono gestiti da famiglie che hanno una bella storia di ristorazione alle spalle ed è il cambio generazionale in atto ciò a cui guardiamo, per creare nuovi stimoli ed entusiasmo. La seconda è un regalo all’anno del cibo italiano: il nostro impegno nel dare nuova vita al Buon Ricordo”.
Siamo imprenditori, è la riflessione finale dei due ristoratori: “Sul piano etico non dobbiamo mai dimenticarlo. Questo vuol dire sviluppare buone relazioni con i nostri dipendenti e i nostri fornitori. E garantire ai clienti una cucina sana e accessibile”.
Lunga vita al Buon Ricordo!

Luigi Franchi

image_pdfimage_print