Street food: sempre più numerose le imprese “on the road”

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Tutti pazzi per lo street food. Sarà perché, complice la varietà, il legame con il territorio e il gusto, il cibo da strada riesce a solleticare la curiosità e appagare il desiderio di sapori autentici, o forse perché sa raccontare storie e tradizioni in modo semplice e informale: sta di fatto che, in base all’istantanea scattata da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati ufficiali del Registro delle Imprese, in Italia negli ultimi cinque anni le attività di street food sono passate dalle 1.717 registrate nel 2013 alle attuali 2.729, il 22% delle quali (circa 600) gestite da giovani under 35.
Chioschi, truck, Ape car rimesse a nuovo: le formule sono le più disparate e quanto mai varia è pure l’offerta, dalla focaccia a Genova al pane con la milza a Palermo. Perché, in fondo, il bello dello street food è proprio questo: ogni città ha il suo. E, tra le città, a vantare il primato numerico delle imprese “on the road” figurano Milano e Roma, che ne contano oltre 180 a testa, seguite, con 130 attività, da Torino, cui si aggiungono Lecce (128), Napoli (94), Bari (73) e Catania (71).
Dal punto di vista regionale ai primi tre posti della classifica figurano la Lombardia con 389 attività, la Puglia (295) e il Lazio (271). In quanto al trend di crescita, la ristorazione ambulante ha conosciuto lo sviluppo più spiccato in Umbria, in cui le imprese sono passate da 11 a 27, in Calabria (da 27 a 62) e in Lombardia, dove le attuali 389 realtà sono frutto di una crescita di 198 unità rispetto al 2013. Non indifferente, infine, risulta l’apporto di imprenditori stranieri. Sono 327, infatti, le imprese gestite da persone non originarie italiane: 112 in più rispetto al 2013.

Mariangela Molinari

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